Petunie e surfinie: fiori a volontà per tutta la stagione

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Petunie e surfinie in cassetta sul davanzale garantiscono da giugno a settembre fioriture spettacolari: basta metterle a dimora nel vaso giusto, bagnarle e togliere il seccume con regolarità.

Tutti desiderano una fioriera che a inizio giugno sia già al massimo dello splendore e che si mantenga così fino all’arrivo del freddoPetunie e surfinie, da sempre uniche e vere rivali dei gerani sui davanzali italiani, possono garantire questo risultato a fronte di poche semplici cure: un contenitore adeguato, bagnature regolari e pulizia di foglie e fiori secchi. Adesso è arrivato il momento di preparare le cassette.

Tre suggerimenti doc

1- Il vaso giusto
Evitate
 di porre petunie e surfinie in ciotole piccole e basse (10 cm) perché a causa del volume scarso a disposizione il substrato sarà presto occupato interamente dalle radici e si asciugherà troppo rapidamente.

2- Potarle per rinvigorire
La potatura può servire solo per rinnovare una pianta che a metà estate sembra prossima a esaurire il proprio ciclo. Accorciate i fusti a metà della loro lunghezza, o addirittura un terzo, per due settimane restringete le bagnature e aspettate l’emissione di nuovi germogli.

3- Una sola manutenzione
L’unica cura richiesta dalle petunie e da una parte delle surfinie è la rimozione del secco: foglie fiori. Togliendo i fiori rovinati se ne favorisce la produzione di nuovi.

Il terriccio deve essere acido

Petunie e surfinie appena acquistate devono essere messe a dimora in vasi di dimensioni adeguate con substrato per piante acidofile: in tal modo si raggiunge il pH ideale indicato fra valori di 5 e 6. È consiglia l’inclusione di argilla espansa, oppure di corteccia e sabbia, questi accorgimenti consentono un rapido drenaggio dell’acqua in eccesso ma aumentano anche l’umidità trattenuta. I substrati di coltivazione a spiccata base organica tendono a compattarsi nel corso della stagione e a dilavare per le frequenti irrigazioni: tra qualche settimana è necessario verificare il livello del terriccio ed eventualmente aggiungerne di nuovo per non lasciare scoperto il colletto e la prima parte dell’apparato radicale.

Anche in piena terra
Per chi desidera porre surfinie e petunie in giardino come piante da piena terra, utilizzo piuttosto inconsueto nei giardini privati, il consiglio è di scavare una buca larga il doppio del vaso di partenza. Districate le radici se troppo avviluppate su se stesse, ma con delicatezza cercando di distenderle senza troppo danneggiarle. Compattate il terreno con le mani aperte e bagnate.

Acqua: non allagare il sottovaso

Se le piante sono esposte al pieno sole, si pensa spesso che sia necessario bagnarle a volontà, tutte le sere, fino a quando i sottovasi non traboccano. Le petunie e le surfinie temono il ristagno e l’acqua non deve restare nel sottovaso. Si bagnanoappena il terriccio asciuga, utilizzando sempre acqua non fredda ma a temperatura ambiente. È importante bagnare con regolarità, sempre considerando che la grande massa di vegetazione prodotta corrisponde a un’elevata superficie di evapotraspirazione, ragione di richieste elevate e continue. L’ingiallimento delle foglie è causato da ripetute mancanze d’acqua, anche se di breve durata.

Quanto fertilizzare

Le petunie e le surfinie sono già piante rigogliose e non devono essere nutrite oltre misura. Basta aggiungere al terriccio di rinvaso un prodotto in granuli a rilascio programmato capace di coprire i quattro mesi estivi e una volta ogni due settimane impiegare un prodotto con un moderato contenuto di azoto e ricco di fosforo e potassio per esaltare rifiorenza e colori. L’utilizzo di fertilizzanti liquidi per piante da fiore sosterrà lo sviluppo armonico e vigoroso.

Temono il vento e a volte la pioggia

Le petunie e le surfinie devono essere coltivate in luoghi riparati dal vento perché questo, insieme al freddo, è il loro peggior nemico. I fusti, infatti, nonostante l’aspetto quasi lianoso e la massa compatta che possono creare sono abbastanza fragili e possono piegarsi tanto da interrompere il ciclo della linfa e seccare ad alcuni giorni di distanza dall’urto o dall’esposizione al vento. Anche per questa ragione il consiglio è di acquistare piante protette da gabbia di plastica per evitare danni durante il trasporto e di prestare la massima cura nel liberarle perché assai meno resistenti dei gerani. La pioggia, invece, si comporta in modo diverso per i fiori petunie e surfinie: quelli delle petunie sono quasi sempre danneggiati, mentre la gran parte dei fiori delle surfinie sono in grado di riprendersi e tornare alla forma e ai colori originari. A soffrire maggiormente sono i fiori già in fase di maturità avanzata che si chiudono, s’inzuppano e devono essere rimossi o si lasciano cadere.

Le surfinie sono diverse?

Con il nome di surfinie si definiscono degli ibridi di petunie a portamento pendulo assai recenti. A ottenere le surfinie sono stati gli ibridatori giapponesi verso la fine degli anni ’80. La surfinia differisce dalla petunia per il maggior vigore (si allunga anche oltre i due metri di lunghezza), per una maggiore rifiorenza e per la capacità di fiorire anche se non è esposta al sole diretto. Deve comunque essere in luogo caldo e molto luminoso. Le norme di coltivazione sono simili a quelle delle altre petunie. La resistenza al freddo non è maggiore rispetto alle altre varietà e la temperatura minima sopportata è di un solo grado sotto lo zero.

 

Margherite, tanto colore

gazania

Le margherite sono molto facili da coltivare e costano poco. Oggi si trovano in commercio di altezze, forme e colori diversi, non hanno pretese, sono semplici ma belle, perfette per creare vivaci macchie di colore in un prato, oppure bordure che costeggiano un vialetto o per dividere due zone del giardino.

Oggi le margherite sono tornate di moda: dalle più classiche e sperimentate a qualche interessante novità. La ragione del loroattuale successo è presto detta: sono facili da coltivare ed economiche all’acquisto. Fioriscono a lungo, quasi tutta l’estate, offrono un caleidoscopio di coloriresistono con facilità ad abbandoni di una settimana, mostrano una buona capacità diripresa dalla pioggia battente, non soffrono di problemi sanitari ricorrenti, richiedono una manutenzione minima che si può riassumere in bagnature settimanali, fertilizzazioni quindicinali, e rimozione dei capolini sfioriti. In autunno, quelle che disseccano la parte aerea andranno pulite e pacciamate. Hanno un unico difettovanno valorizzate nel modo giusto per poter essere veramente apprezzate.

Ecco sei belle margherite tra cui scegliere

Girasole: il più alto e solare

Chi ama i girasoli (Helianthus annuus) sa che mescolare varietà diverse è possibile ma non facile per ottenere un effetto decorativo di prim’ordine. Il consiglio è di porre vicino fra loro varietà con capolini di dimensioni paragonabili perché, per quanto belle, le infiorescenze piccole tendono a scomparire se affiancate ad elementi di diametro decisamente maggiore. I girasoli devono essere sempre posti in pieno sole, in posizione calda, e, se bagnati a dovere, non temono nemmeno la vicinanza di un muro a secco. Le giovani piante, quelle poste in luogo ventoso o che sviluppano un capolino di grandi dimensioni richiedono la presenza di una canna di bambù come tutore.

Gazania: sempre fiorita senza cure

Tralasciate perché troppo vistose fino a qualche anno fa, le gazanie oggi sono apprezzate da tutti perché sono fra le poche piante che, ben curate e con condizioni climatiche favorevoli, fioriscono davvero per tutta l’estate. Ponetele in terreni caldi e ben esposti, sempre fertili e ben drenati. Nei giorni caldi bagnare tutte le sere, nei terreni pesanti bagnare con moderazione per evitare ristagni. Eliminare i capolini sfioriti e richiusi strappandoli alla base stringendo lo stelo fra le dita.

Piretro rosso, anche per i fiori recisi

Chrysanthemum coccineum nelle varietà a fiore rosso apre i capolini a ondate successive, a partire da giugno, intervallando periodi di stasi, e introduce un colore in più nella gamma offerte dalle composite dove a predominare sono il giallo e il bianco. Non ha particolari esigenze per il terreno che deve essere neutro e non compatto. Va posta sempre in piena luce, anche sole diretto, con un buon ricambio d’aria perché soffre di patologie fungine. Mantenere umido, ma non inzuppato, il terriccio nei vasi. In piena terra è pianta resistente e si può annaffiare solo in caso di siccità.

Astro giallo, desiderio impossibile

Aster “Golden Sunshine“, classificato secondo altre fonti come Chrysopsis mariana, potrà sembrare una banale composita gialla come ne esistono tante altre. Ma proprio perché è un aster o si può ritenerlo tale che è un’eccezione. Un aster giallo è quello che per tanto tempo ha e continua ad impersonare il tulipano nero o la rosa blu: quel cromatismo mancante che dagli appassionati è avvertito come una vera e propria debolezza, come un sogno irraggiungibile. Non necessita di cure particolari e sopporta bene una siccità temporanea dimostrando di essere in grado di riprendersi e fiorire quando torna ad essere bagnato con regolarità.

Catananche caerulea, il colore è una sorpresa

Vicina all’impareggiabile color azzurro cielo dei fiori della cicoria selvatica, Catananche caerulea, nome comune cupidone azzurro, è apprezzata soprattutto per lo splendido colore. Si coltiva con facilità a partire da seme, fiorendo già nel primoanno. Raggiunge un’altezza di 60 cm e produce fiori durevoli dal lungo stelo che possono essere recisi e messi in vaso per decorare la casa e il portico. Teme i terreni pesanti dove la pianta sopravvive solo un paio di stagioni perché teme il ristagno.Non longeva si dissemina con facilità. Ha un unico difetto: una vegetazione relativamente scarsa che non crea un effetto massa di copertura del terreno.

Kalimeris incisa, perfetta per l’ombra

Margherita dai capolini leggeri e delicati per via dei fiori ligulati sottilissimi, di colore chiaro, dal bianco all’azzurrino, cresce bene anche a mezz’ombra e fiorisce da agosto a ottobre. Alta dai 40 ai 60 cm ha un fogliame di colore verde blu, portamentoerettosopporta senza problemi temperature fino a -15°C. Rustica e affidabile ha esigenze simili a quella degli aster a cui può essere affiancata, ma ne anticipa la fioritura.