Verbena

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Il genere verbena conta decine di specie di piante, diffuse in tutto il globo, in particolare in nord America ed in Europa; in vivaio troviamo in genere varietà ibride di Verbena, derivate spesso dalle specie nord americane. Le verbene sono piante perenni, ma la maggior parte delle varietà che possiamo trovare in vivaio tendono a non sopportare al meglio i rigori invernali, e quindi vengono molto spesso coltivate come annuali; oltre alla sopravvivenza, talvolta è anche una questione legata puramente a problemi estetici: con il passare degli anni, le verbene tendono a divenire eccessivamente disordinate ed a fiorire sempre meno. Esistono comunque varietà appositamente selezionate per sopravvivere al gelo e vegetare molto bene anche dopo anni di coltivazione in vaso o nelle aiole del giardino.

Le verbene ibride (spesso le troviamo con i loro nomi commerciali, tipicamente Temari e Tapien sono le varietà più diffuse in Italia) hanno fogliame di dimensioni minute, rugoso e leggermente coriaceo, ruvido al tatto, che s sviluppa lungo sottili fusti volubili, erbacei, che tendono a divenire tappezzanti ricadenti. Agli apici dei fusti, per tutta la primavera e tutta l’estate vengono prodotti piccoli racemi ad ombrello o a sfera, che portano numerosi piccoli fiori di colore molto vivace, nei toni del viola, del blu, del rosa e del rosso. Difficilmente si trovano verbene, seppur iride, colorate di arancione o di giallo; anzi, tipicamente nei vivai, per sopperire a questa “mancanza” tra i colori delle verbene, troviamo delle lantane, che appartengono anch’esse alla famiglia delle verbene, ma sono una specie diversa, con fior decisamente molto simili.

La fioritura delle verbene è molto prolungata, e lo sviluppo è rapido, ci permettono quindi di ottenere un vero e proprio letto di fiori, che può ricoprire anche aiuole molto ampie; spesso le verbene vengono coltivate anche in vaso, soprattutto in panieri appesi, in modo da meglio godere dell’effetto ricadente dei rami sottili.Il successo delle verbene ibride nei giardini di tutto il mondo è dovuto anche alla loro facilità di coltivazione: si pongono a dimora in una zona ben luminosa del giardino, possibilmente dove possano godere di almeno qualche ora al giorno di luce solare diretta; si annaffiano quando il terreno è asciutto, e ci si gode lo spettacolo della fioritura. Come avviene per molte piante da fiore, non amano l’ombra, che causa una cronica scarsità di fiori, che rende le piante decisamente poco interessanti. Possono sopportare brevi periodi di siccità, ma se desideriamo una aiola o dei vasi sempre in fiore, e delle piante rigogliose, è opportuno annaffiare con regolarità, attendendo però sempre che il terreno asciughi bene tra due annaffiature, ed intervenendo più spesso se il clima si mostra particolarmente caldo e siccitoso.

Sicuramente, giova alle piante, anche una periodica fertilizzazione: utilizzeremo un buon concime per piante da fiore, ogni 12-15 giorni, mescolato all’acqua delle annaffiature; oppure un concime granulare a lenta cessione, da fornire al momento della messa a dimora delle piante.

Le verbene tipicamente soffrono nelle situazioni limite, quindi quando l’umidità è alta per lunghi periodi di tempo, oppure quando il clima è caldo ed asciutto e sono poste per molte ore al giorno in pieno sole diretto; soffrono anche per i terreni asfittici, poco fertili, o pesanti, che trattengono eccessivamente l’acqua. Per questo, di solito, le verbene più belle e fiorifere, si trovano nelle zone con clima mite, privo di eccessi, sia di caldo, sia di freddo. Quindi, se viviamo in una zona con un clima estivo molto caldo, posizioniamo le verbene in una zona in cui ricevano solo il sole del mattino; se invece viviamo in una zona montuosa, con estati fresche e umide, posizioniamo le nostre verbene in pieno sole, per buona parte della giornata.

Le verbene ibride in genere sono ben resistenti alle malattie fungine, quali ruggine e oidio, in caso di forti piogge primaverili possono però venire attaccate dagli afidi, che vanno debellati prontamente, o ci priveranno delle prime fioriture, rovinando i boccioli. Purtroppo le verbene tappezzanti, comunemente presenti in vivaio, appartengono a varietà ibride, questo significa che dai loro semi non è dato sapere che piante otterremo, e in generale difficilmente da seme giungeremo ad una verbena identica alla pianta madre; oltre a questo, molte volte le verbene ibride tendono a non venire impollinate, e quindi difficilmente otterremo dei semi fertili.

Esistono però molte specie di verbena, alcune anche decisamente molto decorative. La verbena più facilmente ottenibile da seme, che ci doni anche una bella fioritura, è Verbena bonariensis. Si tratta di una specie originaria dell’America centrale e meridionale, ormai naturalizzatasi in buona parte delle zone mediterranee. Produce sottili fusti eretti, scarsamente ramificati, rigidi, che possono raggiungere circa 50-70 cm di altezza, all’apice di ogni sottile fusto verde, in estate, sbocciano piccolissimi fiori tubulari, di color rosa lilla, riuniti in racemi a ombrello, molto particolari e facilmente riconoscibili. Tali verbene si coltivano in Italia come annuali, ma la facilità nel produrre semi, causa spesso il fatto che le piante si auto seminino, producendo ulteriori piante di anno in anno. Nelle zone con inverni scevri da gelate la verbena bonariensis si coltiva effettivamente come pianta perenne.

l nome verbena deriva dalla lingua celtica, e sembra significhi “scacciare via la pietra”, in quanto anticamente gli infusi di verbena venivano utilizzati per alleviare i problemi dovuti ai calcoli renali. La verbena officinalis è una specie diffusa in natura in tutta Europa; non si tratta di una pianta particolarmente bella o decorativa, ma semplicemente di una piccola pianta officinale, con fiori rosati, presente anche negli incolti o nelle zone di pascolo soleggiato.

In effetti questa pianta officinale contiene molti principi attivi e viene tutt’oggi utilizzata in erboristeria, contro i calcoli, come drenante (sia per uso topico, sia per uso interno), ha anche proprietà antispasmodiche, antiinfiammatorie, analgesiche, diuretiche.

La verbena officinale in genere non si coltiva in giardino, anche se per gli appassionati di piante officiali non è difficile ottenerne i semi, che si seminano direttamente a dimora.

Agerato celestino – Ageratum houstonianum

ageratum-houstonianum-blue-hawaii-50-a3761-5

Generalità

al genere ageratum appartengono circa sessanta specie di piante erbacee, annuali e perenni, originarie dell’America settentrionale; A. houstonianum è una specie perenne , originaria del Messico, in genere coltivata come annuale. Produce piccoli cespi compatti, densamente ramificati; i fusti sono sottili, carnosi, di colore verde, e portano foglie ovali, finemente dentellate, di colore verde brillante, dall’aspetto vellutato; da aprile fino all’autunno, all’apice dei fusti, sbocciano piccoli fiori di colore azzurro, simili a piccoli pompon disordinati, riuniti in piccoli grappoli, che si stagliano al di sopra del fogliame. Ai fiori seguono piccoli frutti contenenti i semi. Le piante di agerato possono svilupparsi per un’altezza di circa 35-45 cm, ma esistono numerose coltivazioni nane, che si mantengono al di sotto dei 30 cm, che vengono utilizzate nelle aiuole di annuali e nelle bordure. Tra le tante coltivazioni esistono anche varietà a fiori bianco, lilla o rosa. Per favorire un’abbondante fioritura si consiglia di rimuovere i fiori appassiti.  L’agerato si pone a dimora in luogo ben soleggiato, o comunque dove possa ricevere almeno 4-5 ore di sole diretto ogni giorno, per favorire la fioritura; posizionando le piante in luogo completamente ombreggiatosi otterranno fioritura stentate. Pur essendo piante perenni, temono molto il freddo ed inoltre tendono ad allungarsi eccessivamente con il passare degli anni; per questo motivo in Italia vengono coltivate come annuali.si annaffiano abbondantemente e regolarmente, evitando di lasciar asciugare il terreno per periodi di tempo prolungato; per tutto il periodo vegetativo si consiglia di fornire del concime per piante da fiore, ogni 15-20 giorni, mescolato all’acqua delle annaffiature.l’agerato predilige terreni soffici e ricchi di humus; si utilizza un buon terriccio bilanciato, mescolato a poco stallatico, e ad una buona quantità di sabbia, per favorire il drenaggio, ed evitare che il terreno si compatti eccessivamente, non permettendo al sottile apparato radicale dell’agerato di svilupparsi al meglio. L’agerato si coltiva anche in vaso; ricordiamo che le piante coltivate in contenitore necessitano di cure più assidue, annaffiature e concimazioni molto regolare.

Moltiplicazione

avviene per seme; queste piante si seminano in febbraio-marzo, in semenzaio, oppure in aprile-maggio direttamente a dimora; per favorire la germinazione è consigliabile mantenere la terra del semenzaio leggermente umida.vengono spesso attaccati dagli afidi o dalle mosche bianche; la coltivazione in luoghi scarsamente aerati, o il posizionamento eccessivamente fitto delle piante, spesso è causa del proliferare della botrite, che rovina rapidamente il fogliame.

Acetosella – Oxalis acetosella

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Genere che riunisce numerose piante erbacee perenni originarie prevalentemente dell’Africa e dell’america latina, ma riscontrabili anche in Europa e nell’America settentrionale. Generalmente costituiscono piccoli cuscini tondeggianti di foglie trilobate, simili al trifoglio, di colore grigio-verde, di altezza compresa tra i 10 e i 15 cm; in primavera inoltrata e in estate produce numerosi fiorellini a cinque petali, di colore rosa, bianco, giallo o rosso. Formano tuberi carnosi che si sviluppano costituendo densi gruppi, che con il tempo possono diventare molto grandi.                                                                                                                                                               Preferisce posizioni luminose, all’ombra parziale; le foglie con l’arrivo dei freddi seccano e il tubero va in riposo vegetativo; generalmente non teme il freddo, ma in luoghi con inverni particolarmente rigidi è opportuno raccogliere i tuberi e conservarli in luogo temperato, asciutto e umido, per porli a dimora la primavera seguente.avere fioriture abbondanti è necessario annaffiare regolarmente, lasciando però asciugare il terreno tra un’annaffiatura e l’altra; la pianta sopporta senza problemi brevi periodi di siccità. Se le annaffiature sono troppo scarse i corti fusti tendono a curvarsi fino a terra, si riprendono velocemente appena si fornisce acqua. Da marzo a ottobre fornire alla pianta del concime per piante da fiore sciolto nell’acqua delle annaffiature ogni 15-20 giorni. Se i tuberi vengono lasciati interrati si consiglia di diradare le annaffiature con l’arrivo dei freddi, per sospenderle completamente non appena le foglie cominciano a deperire, riprenderle quando le nuove foglie germogliano la primavera successiva.

Terreno

Le oxalis crescono senza problemi in qualsiasi terreno, preferendo comunque terreni sciolti, ben drenati e ricchi di materia organica; utilizzare un miscuglio di terriccio e torba in parti uguali, a cui aggiungere una piccola quantità di sabbia per aumentare il drenaggio.

Moltiplicazione

In primavera è possibile dividere i cespi di radice; le porzioni praticate vanno subito poste a dimora.

Parassiti e malattie: queste piante abbastanza rustiche non vengono facilmente attaccate da parassiti o malattie; talvolta gli afidi o gli acari possono causare qualche danno.

Acetosella – Oxalis acetosella : Parassiti e malattie

Queste piante abbastanza rustiche non vengono facilmente attaccate da parassiti o malattie; talvolta gli afidi o gli acari possono causare qualche danno.

Come coltivare camomilla

Camomilla2-e1346936621106

Coltivare in vaso delle piante, dei fiori o delle erbe officinali è molto utile sia dal punto di vista estetico- ornamentale sia per avere a  portata di mano aromi utili in cucina come basilico, salvia, prezzemolo ecc., sia per la preparazione di infusi e tisane, in particolare vediamo come coltivare camomilla:

il primo passo per coltivare camomilla, pianta molto utile per le sue proprietà spasmolitiche, lenitive, sedative, febbrifughe, tranquillanti e decongestionanti, è  quello di procurarsi un vaso, preferibilmente in terracotta piuttosto che in plastica. I vasi in terracotta essendo costituiti da materiali naturali permettono alla pianta di avere il giusto grado di areazione evitando un surriscaldamento eccessivo delle radici. Il periodo ideale per la semina è quello invernale, quindi preferite questa stagione ad  altre.

Anche la scelta del terreno va ponderata e non affidata al caso, preferite una terra calcarea e mescolatela per bene in modo tale che essa possa ossigenarsi a dovere. Riempite quindi il vaso con il terreno superando di poco la metà del vaso.

A questo punto sarete pronti per la semina, procedete cospargendo il terreno con i semi e cercate di distanziarli il più possibile, poi ricoprite con dell’ altro terreno ed aiutandovi con le mani oppure una spatola, esercitate una certa pressione sul terreno per compattarlo.

Ora versateci dell’ acqua, meglio se riuscite  ad  aiutarvi con uno spruzzino per dosare la giusta quantità d’  acqua ed evitare che i semi galleggino e posizionate il vostro vaso in una zona riparata.

Trascorsi una quindicina di giorni vedrete spuntare i primi germogli ed in primavera inoltrata, preferibilmente in un giorno scarsamente umido, potrete finalmente raccogliere i fiori di camomilla.

Raccolti i fiori, adagiateli su canovacci di tela puliti e posizionateli  in un angolo all’ ombra e ben ventilato in modo che prendano aria e il processo di essiccazione sia ottimale.

Come coltivare l’ibisco

Hibiscus_syriacus_Blue_bird

L’ ibisco è una pianta appartenente alla famiglia delle Malvaceae e ne esistono più di trecento varianti, la più usata  a scopo ornamentale è l’ hibiscus syriacus, un pianta che in estate produce dei fiori molto belli nei colori bianco, rosa, lilla e viola, ma è molto resistente anche nella stagione invernale. Questa pianta produce anche dei frutti, amati soprattutto nell’ antica Roma, mentre i fiori di ibisco tra i capelli rappresentano il simbolo della bellezza femminile polinesiana. Se siete appassionati di piante ed avete il “pollice verde” potrete coltivare questa pianta, in vaso o nel giardino di casa vostra, vediamo allora come coltivare l’ ibisco:

questa pianta ha bisogno di molta luce, anche diretta se possibile, aumentando però chiaramente l’ umidità del terreno, pertanto esponetela al sole, piantandola in una zona molto illuminata del vostro giardino, oppure se desiderate piantarla in un vaso, allora la posizionerete fuori al balcone, in un punto dove batte bene il sole. Se abitate in un luogo dove le temperature si abbassano notevolmente, anche sotto i 6-7 gradi, allora vi converrà tenere la vostra pianta all’ interno dell’ abitazione e non all’ esterno. L’ ibisco necessita anche di un buon ricambio di aria, quindi all’ interno dell’ abitazione, posizionate il vostro vaso in prossimità di una finestra o di un balcone. Per quanto riguarda il terreno da utilizzare dovrete preparare una miscela di terreno concimato, foglie, torba e sabbia, in modo tale che quando andrete ad innaffiare, l’ acqua scorrerà via facilmente. Per quanto riguarda l’ innaffiatura, in estate, essa dovrà avvenire quotidianamente e dovrà essere abbondante, ma non dovrà però ristagnare, mentre in inverno le innaffiature dovranno essere alternate ed il terreno non deve inzupparsi. Se volete coltivare altre piantine a partire dalle vostre, in primavere, o comunque quando la temperatura ambientale si assesterà intorno ai 21°, potrete tagliare una talea (con parte del fogliame) dalla vostra pianta e ponetela in un vaso con del terriccio mescolato con molta sabbia.